Mercoledì, 23 Settembre 2015 19:48

La Porta della Gabella

Il nome di Posta è legato alla funzione che aveva  il luogo dove poi fu edificato il paese,

ovvero dove si faceva la "posta" per la riscossione dei dazi.

 

Era qui infatti che si riscuotevano le tasse sugli scambi e sui consumi di merci.

 

Nella parte alta del paese, a fianco del convento di San Francesco

esisteva una porta che dava accesso al mercato

che si svolgeva nella piazza antistante il convento.

Era questa la cosiddetta gabella, dove i doganieri, o gabellieri,

avevano il compito di riscuotere le tasse sulle merci

che entravano in città per essere vendute e, all'epoca,

si accettavano pagamenti in denaro o in merce.

Le merci soggette a tasse andavano dalle  verdure, alla frutta,

alle carni, al mosto, il grano, il sale ecc.

Questa porta ancora esiste ed è oggi parte di un edificio ex caserma dei

Carabinieri.

Sull'arco del soffitto della porta sono indicate le tariffe corrispondenti

Porta della gabella

ad ogni singola merce.

 

 

 

Fonte e autore dell'articolo:

www.altavalledelvelino.com di Gianluca Paoni.

 

 

Pubblicato in Attrazioni
Sabato, 25 Luglio 2015 15:26

Cenni storici

Posta_paese

Durante il medioevo l'Alta Valle del Velino era dominata dai potenti Signori di Machilone il cui feudo, facente parte del Regno di Napoli, si trovava in un punto importantissimo che dominava i passaggi obbligati verso Rieti e Roma, verso il mare, verso L'Aquila e il Ducato di Spoleto.
Centro di questo feudo era il Castello di Machilone che si ergeva nel monte antistante l'attuale abitato di Posta e di cui si hanno notizie sin dal 1150.
Il feudo di Machilone era talmente importante, ricco e indipendente da essere citato al pari di quello di Rieti e Amiterno (L'Aquila).
Nel 1294 il castello e il feudo, già indeboliti da un terribile terremoto che aveva devastato l'intera zona, vennero presi d'assedio dagli Aquilani perché la presenza di un così potente feudo in un luogo che dominava una vasta zona e che era una terra di passaggio, dava molto fastidio alla nuova città che voleva espandere la sua supremazia. Il castello e tutti i villaggi appartenenti al feudo vennero rasi al suolo. I sopravvissuti alle uccisioni e alla prigionia vivevano dispersi nel territorio. 
Con un accordo tra i superstiti signori di Machilone e gli Aquilani fu stabilito che il colle dove sorgeva il castello sarebbe dovuto rimanere disabitato per sempre e così è ancora oggi.

Il Re Carlo II concesse ai sopravvissuti la facoltà di erigere un nuovo centro abitato. La fondazione risale al 1298 e la zona scelta fu attorno al già esistente Convento di San Francesco, sul colle di fronte a quello del castello, nel luogo detto "l'Apposta", ovvero la dove "si faceva la posta" ai passanti al fine di riscuotere i pedaggi e i dazi per i signori di Machilone. Da qui, secondo una delle ipotesi, l’origine del nome del nuovo abitato.
L'abitato si estese fino alla zona a valle, sulla Via Salaria, dove già era stata edificata la chiesa di S.Felice. Il predominio del territorio passò pian piano al nuovo paese e nel 1331 gli fu concesso da Re Roberto l'attributo di Posta Reale che ne ricordava la mansione e l'appartenenza al demanio regio.

Nel XIV secolo Posta fu insanguinata dalle lotte tra guelfi, con la potente famiglia dei Camponeschi che dominerà per anni nella zona, e ghibellini, della città dell'Aquila e in fine parteggiò per il Papato contro il Regno di Napoli.

Agli inizi del XVI secolo fu coinvolta nella guerra tra Luigi XII di Francia e le armate spagnole di Carlo V.

Nel 1572 il feudo fu acquistato dall'arciduchessa Margherita d'Austria, figlia naturale di Carlo V, che in seconde nozze sposò Alessandro Farnese.

Il 2 febbraio 1703 un violentissimo sisma sconvolse la valle e l'Italia intera rase completamente al suolo il paese di Posta che però, dopo lunghi difficili periodi si risollevò e venne ricostruito.

Con l'avvento dei Borboni, Posta divenne feudo della corte napoletana ed in tale "status" restò fino all'abrogazione dell'istituto feudale.

Nel 1798 gli Apositani si ribellarono eroicamente all'occupazione francese e, con l'aiuto delle genti limitrofe, obbligarono gli invasori alla ritirata.

Il 2 agosto 1806, sotto il governo murattiano, Posta divenne libero comune e sede di Pretura.

Con la Restaurazione del 1817 Posta subì nuovamente il dominio borbonico sino al 1860, data del suo ingresso nel Regno d'Italia; appartenne alla provincia dell'Aquila, per passare poi, nel 1927, alla neoistituita provincia di Rieti.

 

Posta nell'Alta Valle del VelinoPosta Nell'Alta Valle del Velino

Scarica il libro della storia di Posta

scritto da Don Giulio Mosca.

Pubblicato in Territorio