In evidenza

Modulistica ripristino agibilità edifici

Modulistica ripristino agibilità edifici

Al fine di revocare l’ordinanza di inagibilità emessa dal Comune di Posta a seguito del sopralluogo FAST/AEDES, il direttore dei lavori deve presen...

Leggi tutto...

Ravvisata la necessità in data 01/06/16

di limitare il transito veicolare in Via G. D'Annunzio e Via XXIV Maggio (La Terra)

del Capoluogo di Posta , per consentire i lavori di riparazione della condotta idrica,

verrà disposto il divieto di transito nelle suddette strade fino al termine dei lavori.

 

In allegato all'articolo viene rilasciato il documento dell'ordinanza

Pubblicato in Notizie

Nei giorni 24 e 25 Aprile, il Comune di Posta ospiterà presso la struttura Ex Scolette,

l'intervento da parte dell'istituto L. Mannetti (Professori e studenti) che proporrà una mostra fotografica e la proiezione di un video inerente all'eccidio di Cefalonia. I due eventi sarranno proposti separatamente nelle due giornate (vedere il volantino per i dettagli)  e vedranno ospite e partecipe la Divisione Acqui. 

A seguire: deposizione della corona sul monumento ai caduti e la bendizione del parroco.

 

Pubblicato in Notizie
Martedì, 05 Gennaio 2016 09:21

Nuove coordinate bancarie e c/c postale

Per comodità si riportano i seguenti dati nell'allegato dell'articolo, così che questi siano fruibili all'utilizzo dell'utente.

Pubblicato in Notizie
Mercoledì, 30 Dicembre 2015 20:45

Orari mezzi di trasporto pubblici

 

Viene allegato nell'articolo il file formato Pdf,

con tutti i nuovi orari del servizio di trasporto pubblico

offerto da cotral. Il nuovo orario, in vigore dal 7 Gennaio 2016,

sarà comunque consultabile sia sul sito www.cotralspa.it

che attraverso la App per smartphone e tablet "Cotral Spa".

 

Pubblicato in Notizie
Mercoledì, 23 Settembre 2015 19:48

La Porta della Gabella

La Porta della Gabella è un'opera tra le più significative della zona e sicuramente per il comune di Posta che proprio a questo luogo deve probabilmente il suo nome.

La Porta della Gabella è infatti il luogo dove si pagavano le tasse, il dazio appunto, sulle merci trasportate e introdotte all'interno del paese per essere vendute al mercato che qui si svolgeva. Il paese di Posta era qui sorto dopo l'abbattimento del feudo di Machilone da parte degli aquilani ed era stato fortificato attorno al preesistente complesso del convento di San Francesco. La Porta della Gabella era l'ingresso più importante al paese e questo punto era un "appostamento", "l'apposta" dove ci si doveva per forza fermare. Da qui il nome di Posta.

L'opera, restaurata e riportata allo splendore nel 2019, risale al 1577 e fu certamente commissionata da un'importante famiglia del Regno di Napoli. 

Sulla lunetta è riapparso un affresco pregevole raffigurante i due santi patroni di Posta: Santa Rufina e San Felice, quest'ultimo riconoscibile dal dragoche lo accompagna. Al centro lo stemma dell'importante casato al quale non si è però potuti risalire con precisione.

Sull'arco antistante sono riportate le SOME del pedaggio da pagare per ogni singola merce trasportata. Se ne evince un importantissima testimonianza che narra della vita del commercio di quell'epoca e delle abitudini della società medioevale locale.

La Porta della Gabella e il Dazio rappresentano un'opera unica nel suo genere in quasi tutta Italia e un vanto di pregevole importanza per il paese di Posta.

 

Per scaricare la brochure contenente tutte le notizie della Porta della Gabella clicca QUI.

 

Dazio DEF chiaro compresso 1

 

 

Pubblicato in Attrazioni
Sabato, 08 Agosto 2015 13:14

La croce processionale

Questa piccola croce processionale, conservata oggi nel Museo Civico di Rieti, proviene dalla chiesa di S. Francesco a Posta.[1] Dipinta a tempera su fondo oro, è attribuita [2] al Maestro di Fossa. [3]

Sul retro della croce campeggia la figura del "Cristo Crocifisso morente" tra la Madonna Addolorata, di cui resta solo un frammento, e S. Giovanni Evangelista. In alto domina la figura di Dio Padre, anch'essa molto frammentaria; in basso sono stati ricavati degli incassi rotondi per le reliquie.

Sul verso, la figura del "Cristo Crocifisso morto" è posta invece tra S.Francesco d'Assisie un altro Santo, di cui rimane solo un piccolo frammento, identificato da F. Palmegiani nel 1932 come un Santo Vescovo poiché regge un libro e un pastorale.

In alto domina l'Agnello Santo, mentre ai piedi della croce era rappresentata una "Madonna della Misericordia" con il manto aperto sui fedeli di cui restano solo due frammenti di figure, una delle quali è probabilmente un Vescovo.

Nonostante i danni subiti dall'incuria e dal tempo, questa croce ci permette ancora di godere dei suoi splendidi graffiti su fondo dorato e delle sue delicate figure, delineate con un segno elegante e con stesure trasparenti di colore che rendono quest'opera un raffinato prodotto di elegantissima fattura: sicuramente una tra le più belle opere del Maestro di Fossa, che interpretò egregiamente la maniera giottesca filtrata dall'opera di artisti straordinari quali Puccio Capanna e il Maestro di Cesi.

Il Maestro di Fossa deriva infatti il proprio linguaggio naturalistico dall'opera diPuccio Capanna, che a sua volta aveva accolto le innovazioni giottesche già maturate nell'ambiente artistico umbro, in particolar modo quella"maniera dolcissima e unita" cheVasariattribuiva aStefano Fiorentino; una pittura che si distacca da Giotto proprio per l'uso di una modulazione tonale delicatissima e di un diffuso luminismo volto in un lieve patetismo.

IlMaestro di Cesi, nella cui cerchia si forma il Maestro di Fossa, è invece il fondatore della cosiddetta "Scuola del Ducato di Spoleto" che accoglie i migliori pittori umbri del '300. Spoleto è in questo momento un importante cantiere di croci dipinte, ed è qui che le nuove tendenze si fondono con la maniera della precedente tradizione miniaturistica locale.

In Umbria, poi, l'uso delle croci portatili dipinte su ambedue i lati era ormai una pratica molto diffusa, destinata ad accontentare la clientela monastica che si era infoltita sensibilmente in seguito al costituirsi delle nuove comunità religiose

La croce di Posta documenta un'importante fase del rinnovato culto francescano: tra l'XI e il XII secolo l'Italia si volge sempre più verso quell'ideale di povertà apostolica che porta al divampare di un'accesa critica verso una Chiesa ricca e potente, in particolare attorno al 1329, anno in cui il papa Giovanni XXII condannava la tesi del movimento pauperistico.

L'area tra l'Umbria e l'Abruzzo, culla del francescanesimo, caratterizzata da una intensa concentrazione di spinte pauperistiche a tendenza riformista, allora era percorsa in continuazione dai funzionari pontifici che tentavano di ristabilire l'autorità papale.

La forma della croce è una piacevole mescolanza di stili: sagomata su linee floreali secondo il corrente gusto gotico e in chiara analogia con le croci venete, la Croce di Posta non esclude anche un suggestivo legame stilistico con la maniera araba del Sud attraverso il Regno di Napoli.[4]

La fiorente corrente artistica umbra della Scuola del Ducato di Spoleto che ha prodotto la Croce di Posta viene purtroppo interrotta dalla devastante peste del 1348, ma l'influenza del Maestro di Fossa, riconosciuto caposcuola della pittura Spoletina, durerà ancora per molto, almeno fino alla prima metà del XV secolo.

Paola Berardi

 

 

[1] Dalla stessa chiesa proviene anche una croce astile in ottone sbalzato, con le estremità trilobate di arte teramana, datata al XIII secolo, rinvenuta nel 1957 insieme alla croce in esame, anch'essa è oggi conservata nel Museo Civico di Rieti.

[2] La croce era già stata studiata per la prima volta approfonditamente da F. Palmegiani (cfr.: Francesco Palmegiani, Rieti e la Regione Sabina, Rieti 1932) che però non l'aveva collegata all'opera del Maestro di Fossa e anzi ne aveva posticipato la data al XV secolo. Fu R. Longhi (cfr.: Roberto Longhi, La pittura umbra dalla prima metà del Trecento, 1953-54) a ricostruire per primo la personalità del Maestro, ma neanche questa volta la croce trovò una giusta attribuzione. Bisognerà infatti attendere una prima comunicazione orale di F. Zeri (anteriore al 1957, data in cui Luisa Mortari nel Catalogo della mostra "Opere d'arte in Sabina" parla dell'attribuzione della croce al Maestro di Fossa fatta da F. Zeri). Ma solo nel 1989 la croce verrà formalmente attribuita al Maestro di Fossa da F. Todini (cfr.: F. Todini, La pittura umbra, 1989)

[3] Il Maestro di Fossa deve questo nome dal luogo dove è stata ritrovata una sua opera, un trittico con Storie di Cristo, conservato nella chiesa di S. Maria ad Cryptas a Fossa, in provincia di L'Aquila, è attivo nella prima metà del XIV secolo tra l'Umbria meridionale e l'Abruzzo

[4] Come suggerisce G. Guarnieri, il santo vescovo della Croce potrebbe essere il carismatico Ludovico d'Angiò, che rinunciò la corona angioina nel febbraio 1296 in favore del fratello Roberto e in seguito anche alla mitria di Vescovo di Tolosa per vestire il saio francescano degli Spirituali. Fu canonizzato nel 1317.

 

 

Pubblicato in Attrazioni